Descrizione
Il progetto di fattibilità tecnico-economica, redatto nell’agosto 2025, è stato elaborato dal raggruppamento temporaneo di professionisti guidato dall’arch. Giuseppe Trabace, con la geol. Silvia Messina.
Responsabile unico del progetto (RUP) è l’arch. Gaspare Buonsanti.
Si tratta di un intervento di particolare interesse, anche per il suo approccio, tra i primi a considerare il recupero del margine urbano nella sua dimensione complessiva, superando la tradizionale logica del semplice consolidamento delle situazioni di dissesto.
Il progetto affronta, infatti, in maniera integrata quattro temi strettamente connessi: la regimazione delle acque superficiali, il recupero dei terrazzamenti in muratura a secco di pietrame, la salvaguardia delle essenze arboree autoctone, a partire dagli ulivi, e il ripristino dei percorsi pedonali che consentono la risalita verso il centro storico.
L’obiettivo non è soltanto mettere in sicurezza il versante, ma restituire valore e funzionalità a un paesaggio storico nel quale città e campagna si incontrano e si integrano. I terrazzamenti posti a sud dell’abitato costituiscono, infatti, una testimonianza significativa di secoli di lavoro agricolo e di sapiente adattamento alle caratteristiche del territorio. Un sistema di muri, percorsi, coltivazioni e opere di regimazione delle acque che ha contribuito nel tempo a modellare il paesaggio e a proteggere l’insediamento urbano. Recuperarlo significa preservare una memoria materiale e, al tempo stesso, rafforzare la sicurezza del centro abitato.
Particolarmente accurata è la fase conoscitiva che ha preceduto la definizione degli interventi: il progetto si fonda su un rilievo dettagliato, con ortofoto, profili del versante e schede di caratterizzazione materica dei singoli muri. Un livello di approfondimento che consente di riconoscere le specificità costruttive e lo stato di conservazione delle diverse opere.
A titolo esemplificativo, il muro identificato con la sigla M42 presenta un’altezza di circa 3,30 metri e uno spessore variabile da 1,16 metri alla base a 0,52 metri in sommità.
Il recupero delle murature segue criteri di conservazione e tecniche coerenti con la tradizione costruttiva locale. Le lavorazioni prevedono la rimozione della vegetazione infestante, la pulizia e il lavaggio delle superfici, il recupero dei conci disponibili in loco e la loro ricollocazione, nel rispetto della tessitura originaria e, soprattutto, della tecnica costruttiva a secco, senza introdurre elementi estranei che ne alterino il carattere.
Un ruolo fondamentale è affidato alla gestione delle acque meteoriche, una delle principali condizioni per prevenire il ripetersi dei fenomeni di cedimento. Sono previste canalette superficiali in terra, rivestite in pietrame e inerbite, fognoli per il drenaggio sotterraneo e specifici accorgimenti per il drenaggio delle buche d’impianto degli ulivi. L’acqua viene così raccolta e accompagnata lungo percorsi controllati, evitando ristagni e infiltrazioni che potrebbero compromettere la stabilità delle murature.
È proprio nell’integrazione tra consolidamento, gestione delle acque, recupero delle tecniche costruttive tradizionali, tutela del patrimonio vegetale e ripristino della fruibilità che risiede il valore più significativo di questo intervento.
La mitigazione del rischio idrogeologico diventa così anche un’occasione concreta di riqualificazione del paesaggio e di ricucitura del rapporto tra il centro storico e il suo territorio.